Domenica, Maggio 20, 2012

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IL Calesse di Moregallo Hot

IL Calesse di Moregallo

Dive Points

Precisione delle coordinate Indica un'area
Cosa c'è Altro
Difficoltà dell'immersione Media difficoltà

Localizzazione

Longitudine 9.358511
Latitudine 45.874306

Circa due anni fa bazzicavo in internet, e bighellonando di sito in sito mi ero imbattuto in una pagina web amatoriale, nella quale una ragazza spiegava di aver trovato i resti di un calesse a Moregallo, nel lago di Lecco. Chi frequenta Moregallo sa che sotto ci si aspetta di trovare molte macchine, un paio di lapidi e qualche raro pesce. L'idea di un calesse rivalutava il sito. E' la dimostrazione che l'uso di buttare mezzi di trasporto “scomodi” nel lago, risale a ben prima del periodo delle “due cavalli” che giacciono sotto la parete a 34 metri. Ho chiesto ai frequentatori abituali del sito informazioni circa l'ubicazione del calesse e nessuno me ne ha saputo confermare l'esistenza. Non mi pareva vero! Gente che a Moregallo si è immersa in aria a 60 m “per vedere tutto”, non ha visto un calessino alla ridicola profondità di 24 metri? Non sapevo bene cosa pensare e le certezze iniziavano a vacillare , forse avevo letto male, forse si trattava di altro sito, del resto Moregallo ne ha diversi di interesse subacqueo. Ne abbiamo quindi parlato, e anche Daniele, mio compagno di mille avventure, era ben contento di cercare qualcosa di nuovo. Detto fatto nel marzo 2005 siamo scesi a Moregallo convinti di andare a vedere il nostro segretissimo calesse. Le istruzioni dicevano di scendere alla Toyota, a 14, puntare verso il fondo e a 24 avremmo trovato il calesse. Sembrava troppo facile, ed infatti il calesse lì dove lo abbiamo cercato, non c'era. Tornati a casa, abbiamo deciso di riprovare, però avrei riletto le istruzioni per assicurarmi di aver annotato bene il percorso, tuttavia, sorpresa, non sono più stato in grado di trovare la home della mia informatrice. A quel punto ero quasi convinto di aver letto male e di aver mal interpretato le istruzioni di come raggiungere il posto, ricordavo bene di aver trovato quella pagina cercando le parole “immersione” e “moregallo” su un noto motore di ricerca, ed ora tale pagina non veniva più segnalata. Era quindi evidente che avevo proprio capito male, trovavo solo informazioni su un calesse a 55 in tutt'altro luogo del lago di Como, ma in me ancora sentivo una vocina che mi diceva che qualcosa di corretto c'era, e che il calessino mi stava chiamando, là sotto, tutto solo e desideroso di visite da parte di qualcuno. Bene, mi sono detto, andiamo a trovarlo. Daniele non si è fatto pregare troppo, e a noi si è unito l'entusiasta ed enorme Emiliano.

 

Ci siamo quindi organizzati ed abbiamo deciso di fare ricerche a più quote in più immersioni. Abbiamo suddiviso idealmente il fondale in settori ed abbiamo iniziato, partendo dalla Toyota, a cercare. Prima il settore a 22 a destra e poi a sinistra, via via scendendo e variando le quote dei settori di 4 metri in 4 metri. Le immersioni sono state molteplici e costellate di piccoli imprevisti, ma alla fine lo abbiamo trovato, il calesse c'è davvero, la mia informatrice, che ormai non so più rintracciare, aveva ragione! Il nostro vecchio riposa a 27 metri, su un fondo fangoso e scosceso. Non resta molto del mezzo di trasporto in legno, rimangono una ruota semi affondata, un mozzo, da cui partono i moncherini dei raggi che allontanandosi si assottigliano e svaniscono prima ancora di raggiungere la ruota, tutto è ormai rosicchiato dal tempo e dall'acqua. Al mozzo è ancora attaccato l'asse che però resta orfano dell'altra ruota, chissà se affondata nel fango o se finita chissà dove, magari a 60 m mischiata alle ruote di “due cavalli” e “Mercedes”. Il tutto solidale a ciò che rimane di un povero stanco telaio, da cui si diparte ancora una delle due staffe a cui veniva attaccato il cavallo, anche lei ormai assottigliata e sfumata da tempo ed acqua.

La ruota del calesse

Raggiungere il posto è davvero semplice, e l'immersione è per tutti. Per ammirare il calesse serve solo una lampada ed un minimo di attenzione al fondo fangoso. Le indicazioni: dal centro di Lecco passare il ponte Kennedy verso Malgrate, superato il ponte, alla rotonda, subito a destra e costeggiare il lago. Proseguendo, tenendo sempre la destra, si passa la prima galleria, al termine della quale si prende a destra entrando in loc. “Moregallo”, ci sono le indicazioni ben visibili. Seguire quindi la strada fino in fondo, dopo l'ultima cava sulla sinistra, si giunge in uno spiazzo, la strada è chiusa da una sbarra oltre la quale c'è la galleria da cui si sono tuffate nel lago tante auto, e a sinistra c'é una galleria/magazzino della Provincia, chiusa da un cancello. Lo spazio è ampio e comodo per parcheggiare e vestirsi. Prima di prepararsi date un'occhiata alla scaletta ed alla spiaggia, fatevi un'idea del percorso da fare a piedi e carichi. Dalla macchina si parte pronti di tutto punto portando a mano pinne e maschera. Verso la spiaggia, sulla sinistra, c'è una scalinata da scendere, fare molta attenzione a questa scala, non è l'ingresso ideale vestiti e appesantiti, e non è neanche la migliore delle vie d'uscita. Dalla scala si accede ad una spiaggetta. Una volta sulla spiaggia, sulla sinistra, in fondo, inizia la discesa alla parete delle macchine, quella che molti vanno a visitare a grandi profondità per vedere la fantomatica Passat, e proprio di fronte alla scala inizia la nostra discesa. Portarsi seguendo il fondo verticalmente a 14 m e puntare poi, tenendo la quota, a destra. Giunti al Toyota, sicuro riparo di qualche persico sole e di qualche persico reale, puntare verso il fondo con inclinazione verso destra di 45° scendendo a 27 m. Si passeranno un po' di copertoni, qualche bottiglia ed un po' di porcherie varie lasciate affondare da qualche pigro bagnante, troppo accaldato e ineducato per usare un sacchetto da portarsi a casa. Giunti a 27 m puntare verso sinistra e tenere la quota. Dopo pochi metri si incontrerà il calesse. Non è detto che solo in mare ci sia qualcosa da vedere, anche il Lago ogni tanto ci fa qualche regalo, donandoci qualche suo piccolo segreto da ammirare e meglio ancora se in tutta sicurezza. Un solo consiglio per chi non è abituato al sito. Uscendo, per risalire la scaletta, prendetevela comoda e non strafate. Piuttosto, tempo permettendo, svestitevi in spiaggia e portate l'attrezzatura sulla strada a pezzi.

Davide Spigno

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Opinione inserita da Gianni
21 Marzo, 2010
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Ottimo articolo.

 
 
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